IL FISCO RIPARTE DAL 1 MARZO
Notifiche degli atti fiscali
Si conclude così la settima proroga, da inizio dell’emergenza sanitaria, della sospensione dell’invio delle cartelle e degli atti dell’Agenzia delle entrate.
Si tratterà di un riavvio soft.
I contribuenti non saranno invasi da invii massivi ma diluiti nell’arco di 24 mesi.
Un invio massiccio sarebbe controproducente per la stessa amministrazione che ha già messo in preventivo di dover gestire reclami e richieste di chiarimenti, con gli uffici ad accesso limitato a causa della pandemia.
Dal primo marzo ripartono anche i pagamenti degli atti già in casa dei contribuenti con rischi di liquidità (che erano stati sospesi con il DL 7/2021 fino al 28 febbraio) e laddove non ulteriormente posticipati, il rischio sarà quello legato essenzialmente alla sostenibilità dei pagamenti dovuti.
E questo sia per i nuovi atti che per quelli in corso di versamento.
I ristori
A fine mese si dovrebbe intanto sbloccare l’iter per l’approvazione del decreto Ristori 5.
Nel testo sarà necessario riscrivere i criteri di accesso ai contributi a fondo perduto, con una scelta per i ristori perequativi, una sorta di conguaglio per le attività che li hanno ricevuti nel corso del 2020 e nuovi criteri che tengano conto del calo del fatturato su base annuale e l’incidenza dei costi fissi.
Rottamazione
Secondo le intenzioni del passato governo con la ripresa dell’attività di riscossione/accertamento, da parte dell’amministrazione finanziaria, si ipotizzava una nuova rottamazione che consentisse l’alleggerimento delle cartelle per la parte relativa a interessi e sanzioni, nonché una ipotesi di saldo e stralcio per quelle entro un determinato importo che rappresentano più un costo che gettito per lo stato.
Ora è da decidere se questa operazione troverà spazio nel decreto Ristori 5 o se verrà accantonata.
Incentivi agli investitori in Start-up e P.M.I. innovative
Per start-up e piccole e medie imprese innovative arriva la detrazione del 50% a vantaggio degli investitori.
L’importo massimo dell’investimento detraibile per quel che riguarda le start-up innovative è fissato a 100 mila euro per ciascun periodo d’imposta (con detrazione dunque di massimo 50mila euro), con vincolo di mantenimento per almeno tre anni, pena la decadenza dal beneficio.
La somma può salire fino a 300 mila euro per gli investitori in P.M.I. innovative (con detrazione di massimo 150 mila euro).
L’investimento agevolato, inoltre, può essere effettuato dall’investitore anche indirettamente, per il tramite di Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio (OICR) che investono prevalentemente, almeno al 70% del loro valore complessivo, in start-up o P.M.I. innovative.
Le start-up o P.M.I. devono essere regolarmente iscritte nell’apposita sezione speciale del registro delle imprese al momento dell’investimento.
Se la detrazione spettante supera l’imposta lorda, è ammesso il riporto dell’eccedenza nel periodo d’imposta successivo, per un massimo di tre anni.
Il soggetto investitore deve essere una persona fisica, dunque un soggetto passivo dell’imposta sul reddito delle persone fisiche.
L’impresa beneficiaria deve presentare apposita istanza tramite la piattaforma informatica, nominata «Incentivi fiscali in regime «de minimis» per investimenti in start-up e pmi innovativa» e realizzata dal ministero dello sviluppo economico, secondo lo schema allegato al decreto.
L’agevolazione sarà concessa a condizione che gli investitori (o gli organismi di investimento) ricevano e conservino una dichiarazione del legale rappresentante dell’impresa beneficiaria, resa nella forma di dichiarazione sostitutiva secondo il modello allegato al decreto, da rilasciare entro trenta giorni dal conferimento, che attesti l’importo dell’investimento, il codice RNA – COR rilasciato dal registro nazionale degli aiuti e l’importo della detrazione fruibile.
Qualora l’Agenzia delle entrate accerti, nell’ambito dell’ordinaria attività di controllo anche a campione, l’eventuale indebita fruizione dell’agevolazione, totale o parziale, la stessa provvederà al recupero del relativo importo, maggiorato di interessi e sanzioni.
Infine va sottolineato come siano ammessi tutti gli investimenti già effettuati nel corso dell’anno 2020 e fino all’operatività della piattaforma «Incentivi fiscali in regime «de minimis» per investimenti in start-up e pmi innovativa»: l’impresa beneficiaria potrà quindi, per questi investimenti, presentare domanda nel periodo compreso tra il 1° marzo e il 30 aprile 2021.
Un cordiale saluto a voi tutti,
Angelo Lucio Russo
Gerardo Fontana